Da idea a startup: un caffè con Vittorio Dini, il fondatore di Yezers

Sincero. Audace. Travolgente. Affamato.
Vittorio Dini, alias Victor Theas, dallo pseudonimo utilizzato in un famoso gioco online, è nato nel 1991 all’Isola d’Elba: laurea in Governo e Direzione d’Impresa a Firenze, esperienza in BCG, cintura nera di Kung Fu, simpatia istantanea, ironia pungente e inconfondibile spavalderia toscana. Oggi, oltre che alla guida di Yezers, è impegnato in Eni, nel team di Strategy & Negotiation nell’ambito delle energie alternative in un processo di riconversione industriale.

Oltre ad una forte vocazione aziendale, che lo ha già visto coinvolto nella creazione di alcune startup, Vittorio si è sempre impegnato nella politica di stampo apartitico, diventando rappresentante d’istituto al liceo e poi Parlamentare presso il Parlamento degli studenti della Toscana, organo elettivo del Consiglio regionale: entrato nell’ambiente, ha avuto anche occasione di lavorare nel Palazzo della regione a Firenze, a Montecitorio e Palazzo Madama a Roma.
Yezers, oggi al suo settimo mese d’età, è il punto di confluenza di questi percorsi: “già nel 2010, quando mi spendevo per la promozione degli interessi dei giovani in Parlamento, non era difficile capire che se non fossimo stati noi a tirarci fuori dai problemi nessuno lo avrebbe fatto al posto nostro. Nel 2016, l’esperienza a The Future Makers mi ha dimostrato che abbiamo l’energia, la determinazione e le capacità per farlo. Chi ha la possibilità di portare anche il più piccolo vantaggio alla comunità ha il dovere di agire, per sé e per gli altri. Peraltro, il fatto stesso di essere una startup ci aiuta a mettere da parte parole e proclami e pensare a risultati concreti”.

A proposito di startup, perché Yezers si definisce tale?

Non penso sia l’inquadramento giuridico a determinare se si è una startup o meno, quanto piuttosto l’atteggiamento che si ha nella risoluzione dei problemi. Noi siamo una startup proprio perché siamo giovani ed affrontiamo le sfide con un atteggiamento di problem solving alternativo, perché facciamo uso di metodologie agili e strumenti informatici. Inoltre, negli intenti di Yezers non vi è guadagno economico: tuttavia, il fatto di essere no-profit non esclude che ci possano essere entrate e uscite di cassa, proprio come in un’azienda tradizionale.

Parlando di cassa, come si pensa di sostenere finanziariamente il lavoro dell’Organizzazione?

Per il momento, tutti stiamo dedicando a questa causa il nostro tempo libero e le nostre risorse, ma in futuro qualcuno dovrà occuparsi in maniera fissa dell’Organizzazione. Quella dei finanziamenti è una questione molto delicata, dalla quale vorremmo poterci districare senza entrare in una condizione di influenza da parte di terzi. Una possibile soluzione potrebbe quindi essere il crowdfunding, un sistema di donazioni per diventare soci di Yezers, e quindi azionisti della startup a tutti gli effetti. Al momento, però, questa è solo una delle strade percorribili.

In un Paese che sembra insensibile alle necessità dei giovani, quali sono alcune buone ragioni per cui gli yezers dovrebbero ancora avere fiducia nell’Italia, preferendola ad una carriera all’estero?

I vantaggi di intraprendere una carriera all’estero sono sotto gli occhi di tutti, ed io stesso ne incontrerei di sensibili se decidessi di andarmene. Perché, allora, ho deciso di rimanere? Perché vivere all’estero significa accettare di vivere per sempre da straniero. L’Italia, malgrado tutti i suoi difetti, resta comunque il Paese più bello. Ovviamente non mi aspetto che un giovane che ha fatto sacrifici rimanga attaccato all’Italia: ognuno ha il dovere di andare dove trova le condizioni migliori. Quello che dipende da noi, ora, è fare in modo che nella classifica dei posti migliori l’Italia ritorni a stare tra le posizioni più alte.

Con quali modalità Yezers entra in gioco per innescare un cambiamento reale?

Ognuna delle nostre proposte diventa un tassello di un puzzle, in cui tutto funziona solo se i pezzi sono incastrati tra loro. Se da un lato, vi è la necessità di produrre proposte, dall’altro è fondamentale che l’Organizzazione accresca la propria visibilità, perché senza di essa in politica non nasce nulla. Se riusciamo a farci conoscere, ciò che produciamo inizia automaticamente a generare risonanza e ad avere un effetto concreto.

Per tradizione, l’inizio dell’anno si lega a buoni propositi e a nuove ambizioni. Qual è, dunque, il sogno di Yezers per questo 2018?

Lo scorso 11 novembre, durante il primo evento di lancio, abbiamo respirato una carica straordinaria! Tante persone che per la prima volta si incontravano e conoscevano Yezers hanno dimostrato meglio di qualsiasi slogan che basta una scintilla per riaccendere l’entusiasmo di noi giovani. Per questo 2018 il nostro sogno è di trasmettere questa passione e determinazione a un numero sempre maggiore di persone, affinché Yezers possa crescere ed imparare a correre, sempre più veloce e sempre più lontano.

 

 

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