Un caffè con Diletta Milana, Chief Information Officer di Yezers

Dormire poco, organizzarsi nel dettaglio e dedicarsi totalmente ai propri obiettivi: questa la ricetta per
puntare sempre più in alto, secondo Diletta Milana. Ingegnere informatico, leader del Team Tech di Yezers e supervisore della Redazione: rigore, precisione e leadership innata hanno reso la piacentina Diletta una donna abituata a combattere ogni giorno per i risultati che merita, a rappresentare un punto inamovibile per chiunque lavori con lei. “La chiave per me è fare ciò che mi appassiona, perché quando trovi una passione non ti accorgi di lavorare”.

Più di ogni aggettivo, a definire Diletta è proprio la sua grande passione, l’intelligenza artificiale, una materia che affronta nella sua tesi di laurea con l’obiettivo di predire la progressione della malattia di Alzheimer: “andando alla ricerca dell’essenza profonda delle cose e rendendole comprensibili agli esseri umani, machine learning rappresenta un’occasione straordinaria per migliorare la vita delle persone”.

Punto di svolta per la sua figura professionale, l’ambizioso lavoro di tesi svolto da Diletta dà la pennellata finale a un lungo percorso di crescita personale che vede Monaco di Baviera come la passerella ideale da cui spiccare il volo: “vivere in una città così dinamica mi ha offerto opportunità personali e professionali uniche, e mi ha permesso di sviluppare un approccio fortemente pragmatico. Non è stato tutto rose e fiori: a Monaco ho vissuto alti meravigliosi e bassi profondissimi, ma ho imparato a cavarmela da sola. Dopo un’esperienza di lavoro al Fermilab di Chicago e terminati da poco gli studi e il lavoro a Monaco, Diletta è oggi pronta a iniziare una nuova avventura come Data Scientist in Eni.

Yezers deve al Team Tech l’infrastruttura tecnologica che oggi tutti utilizziamo. Quali sono stati i passaggi principali della sua creazione?

Il Team Tech nasce da un’idea ambiziosa di Luca Sciascia, mio collega a The Future Makers. Oggi la forza del team sta nelle persone: gli ingegneri del team Tech sono fortissimi, curiosi, divertenti ma anche critici feroci! La nostra sfida è creare un sistema user-friendly che parta dai bisogni dell’utente ma che, allo stesso tempo, possa coniugare l’esigenza ingegneristica di risolvere i problemi in modo efficiente. Oggi permettiamo agli yezers di comunicare e lavorare a distanza, e al mondo esterno di conoscerci attraverso un sito chiaro, aggiornato e sicuro. Durante questo percorso, Yezers ci ha dato la possibilità di creare un’infrastruttura in completa libertà e secondo le nostre regole, regalandoci un’esperienza di crescita di enorme valore.

Parlando del Team Redazione, quale credi sia la sua importanza in una startup come la nostra?

In Yezers l’unione fa la forza: la nostra mission non può essere raggiunta se non vi è un senso di comunità, di direzione comune. Frutto della mia passione per la scrittura, la redazione è nata dalla necessità di tenere un diario della vita della startup, di creare coesione e di convogliare tutti i risultati verso un’unica direzione. Anche in questo caso posso contare su figure estremamente  competenti e autonome (oltreché bellissime penne!), ma soprattutto creative e aperte ad una pianificazione editoriale che all’inizio aveva ben poco di definito in termini di target e di format.

I tuoi risultati e la leadership che hai dimostrato in Yezers possono essere una grande fonte d’ispirazione. C’è un messaggio che vuoi lanciare alle donne della nostra generazione?

E’ un tema da trattare con molta cautela. Purtroppo o per fortuna, ho un carattere forte: sono esigente, diretta e abituata a dire la mia opinione. Sono anche molto passionale: difendo il mio lavoro, le mie idee e i miei team con tutta me stessa. Insomma, caratteristiche che in un uomo definiscono un leader, ma in una donna sono spesso ingombranti e dittatoriali. Io sono ancora lontana da dove voglio arrivare e ho tanto da migliorare, dunque non so se posso essere d’ispirazione. Posso dirti quale approccio adotto io: concentrati sui risultati e lascia parlare loro, non curarti dei giudizi e dei preconcetti altrui. Quelli, un giorno, passeranno.

Un altro consiglio che cerco di tenere sempre a mente è di smettere di accettare battute o commenti sessisti (o a sfondo sessuale): sembrano piccolezze innocenti e spiritose, e siamo abituate a pensare che dopotutto “non lo fanno con cattiveria, gli uomini sono fatti così”, ma penso siano proprio queste leggerezze ad aver nutrito una disparità culturale di genere. È finito il momento delle “grandi donne dietro grandi uomini”: possiamo essere grandi donne al fianco di grandi uomini, possiamo farlo con il nostro approccio e il nostro stile, e non abbiamo bisogno di vivere all’ombra di nessuno.

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