AllDaYeZers: Jacopo Tondelli

La politica ai tempi della paura e delle contraddizioni

 

Jacopo Tondelli, laurea in Giurisprudenza con Dottorato di Ricerca in diritto penale all’Università di Pavia, è giornalista con all’attivo collaborazioni con primarie testate nazionali. Si avvicina a questo mondo nei primi anni Duemila, viaggiando tra Italia, Germania e Israele. Rientrato a casa, Tondelli inizia a scrivere per il Riformista, approdando qualche anno dopo al Corriere della Sera. Fondatore de Linkiesta.it, che ha diretto per circa tre anni, nel 2013 è cofondatore de Gli Stati Generali, piattaforma di condivisione con cui Yezers avrà l’imperdibile occasione di collaborare in un futuro prossimo!

La lunga carriera di Tondelli come osservatore e commentatore di politica, economia e società, ci ha permesso di riflettere a fondo sulle contraddizioni, le paure e le evoluzioni della politica italiana ed europea.

Iniziamo dai partiti, quelli propriamente detti, per decenni spina dorsale delle democrazie occidentali e cisterne capaci di raccoglierne sensibilità, pensieri e inclinazioni. Come certificano i fatti, questi partiti sono in crisi, e non lo sono solo in Italia. Dalla Gran Bretagna che esce dall’Unione, passando per la Francia di Macron e della Le Pen. Ciò che distingue la Francia dall’Italia tuttavia, è che nel nostro Paese lo spirito nazionale è sempre stato storicamente molto fragile, proprio di una nazione giovane, che ha vissuto un processo di unificazione dai tratti frastagliati. Questo ci rende luogo “dove gli esperimenti populistici partono per primi e vengono portati fino in fondo, arrivando a misurarne i risultati nelle estreme conseguenze della capacità o incapacità di governo”.

Sono infatti le forze populiste a essere state in grado di rimanere in contatto con il popolo nell’ultimo decennio. “Con le sue paure più retrograde forse, ma sono state capaci di farlo. Far politica significa parlare con tutti; poi decidere da chi farsi votare, ma almeno conoscere la geografia del proprio Paese”.

È dunque un grave errore, per le forze tradizionali, fallire nel raccogliere le istanze e i timori di una larga parte del Paese. “Quel Paese esiste, ed è un paese di cui chi fa politica si deve occupare, mai inseguendo, ma anzi guidando, e mostrando capacità di composizione dei contrasti e sensibilità nella lettura delle dimensioni più profonde di certe paure”.

Questo è l’errore che Yezers non deve commettere.

“L’idea di raccogliere intelligenze, voglia di cambiare e competenze per concentrarle intorno al lavoro di Yezers è fondamentale e dovete continuare a farla” ci incoraggia Tondelli. “Ad un certo punto però, dovrete trovare il modo di confrontarvi con chi è lontano da voi e non ha avuto le vostre stesse opportunità – o peggio – la vostra stessa voglia di fare”.

Una lezione molto istruttiva per un’organizzazione giovane come la nostra, che si chiude con un ulteriore consiglio: “L’idea di raccogliere intelligenze, voglia di cambiare e competenze per concentrarle intorno al lavoro di Yezers è fondamentale e dovete continuare a farla” ci incoraggia Tondelli. “Ad un certo punto però, dovrete trovare il modo di confrontarvi con chi è lontano da voi e non ha avuto le vostre stesse opportunità – o peggio – la vostra stessa voglia di fare”.

“Non chiudetevi nella creazione dell’ennesimo meccanismo autoconsolatorio in cui ci si confronta solo tra simili con sensibilità comuni. È imprescindibile trovare una strada per agganciare dei pezzi di pancia del Paese, anche se quello che si trova nella pancia, di solito, non piace”.

 

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