AllDaYeZers: Salvatore Borghese

“I sondaggi: una fotografia da un veicolo in corsa”

Salvatore Borghese – classe 1987 – ha fondato e gestisce tuttora alcune delle realtà più interessanti nell’ambito dei sondaggi elettorali e dell’analisi di dati: Termometro Politico, Quorum e (soprattutto) YouTrend sono nomi che qualsiasi interessato alla politica conosce e ha imparato ad apprezzare. Nel suo intervento ad AllDaYeZers ci ha tracciato un quadro preciso e dettagliato della situazione politica attuale, nonché del ruolo e delle potenzialità dei sondaggi. Il focus è stato fin da subito sui giovani: come votano le generazioni Y e Z, ovvero quelle cui Yezers si riferisce? Quello che emerge è un netto vantaggio del Movimento 5 Stelle, che proprio nella fascia d’età fra i 18 e i 24 anni è riuscito a “pescare” circa il 40% nelle ultime elezioni politiche. Anche la Lega e +Europa sono riusciti ad attrarre il voto giovanile, seppur in maniera minore; ma certamente il dato relativo al M5S è il più significativo.

Sicuramente la struttura del Movimento, particolarmente fluida, ha favorito questo massiccio flusso di voti: il M5S è infatti nato in rete, e di fatto continua a basarsi su di una pervasiva presenza online. Dalla piattaforma Rousseau, che organizza la partecipazione dei militanti, alla scelta dei candidati, fino al massiccio apparato propagandistico, il M5S “senza la Rete, non esisterebbe”. Per Borghese però sarebbe ingenuo pensare che questa sia l’unica ragione del suo successo: i populisti infatti riescono a rispondere a un sentimento di rabbia e sfiducia ormai diffuso a livello globale, quindi in un modo o nell’altro sarebbero venuti fuori.

Relativamente all’ultima tornata elettorale un altro dato interessante, e per certi versi inaspettato, riguarda la partecipazione della fascia giovanile. I giovani sono andati a votare, e lo hanno fatto in percentuali di fatto sovrapponibili all’affluenza dell’intera popolazione italiana (che è stata abbastanza alta).

Questo sfata il mito del disimpegno dei giovani verso la politica; certamente, però, “la partecipazione si è evoluta nel tempo, c’è molta più incertezza e minor identificazione ideologica con un partito”. Questo è vero per l’intera popolazione – quasi il 40% degli italiani sceglie un partito diverso da quello votato alle ultime elezioni – ma a maggior ragione per i più giovani: il voto risulta fluido, imprevedibile e difficilmente pronosticabile.

Una delle domande poste toccava proprio questo punto: quanto i sondaggi riescono ad essere uno strumento oggettivo, e non piuttosto un modo per manipolare l’opinione pubblica? Per citare il sondaggista Pagnoncelli, “i sondaggi sono come una fotografia scattata da un veicolo in corsa”, cioè riescono a catturare solo un singolo frame di un quadro in costante evoluzione. Per questo un singolo sondaggio non è mai predittivo: piuttosto è utile confrontare più rilevazioni nel corso del tempo per osservare i trend.

Ovviamente ci sono eventi particolarmente rilevanti che influenzano l’opinione pubblica, soprattutto in campagna elettorale. È però molto difficile valutarne il peso, dal momento che le ripercussioni sul voto sono inevitabilmente sfumate e dilazionate in tempi abbastanza lunghi.

Per di più bisogna tenere conto del fatto che circa il 5% dei votanti decide il giorno delle elezioni, e quasi il 20% nell’ultima settimana: questo ampio settore di italiani è escluso dai sondaggi – che per legge sono sospesi nelle due settimane che precedono il voto – e costituisce anche il segmento più imprevedibile e meno “ideologico”. Questo non vuol dire che i partiti siano impotenti di fronte alle oscillazioni dell’elettorato: ad esempio il M5S è riuscito a consolidare per anni una propria “base” molto solida (durante l’ultima legislatura, qualsiasi cosa accadesse, le intenzioni di voto per il M5S rimanevano ferme attorno al 28% circa), per poi portare dalla propria parte una buona parte degli indecisi, grazie ad una campagna elettorale indubbiamente valida.

I sondaggi sono destinati a rimanere ancora a lungo lo strumento più attendibile per “sentire l’aria che tira”; tuttavia, “talvolta la massa produce una previsione più attendibile del sondaggio”. Nei giorni immediatamente precedenti le elezioni, Borghese ed il suo gruppo hanno chiesto agli utenti online, su base volontaria, di indicare le proprie previsioni sull’andamento del voto: pur non avendo alcuna base “scientifica”, il risultato della rilevazione è stato sorprendente. Facendo una media di tutte le previsioni, il risultato finale era incredibilmente vicino a quella che è stata poi la realtà dei fatti.

 

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