Carbon Tax

Problema
Qual è il problema che si cerca di risolvere?
I cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia di questo secolo a livello globale, e specialmente per l’Italia, un paese minacciato dall’innalzamento dei mari, dove l’aumento delle temperature sta avvenendo più rapidamente della media globale e soggetto all’arrivo dei profughi climatici. Alle emissioni climalteranti ed ai loro danni ambientali è possibile associare dei costi, detti “costi esterni”, che sono pagati dalla collettività e non da chi genera le emissioni, a meno di non introdurre delle imposte ambientali, come una Carbon Tax. Il nostro obiettivo è dunque rivedere la tassazione ambientale ed energetica in Italia, per renderla più equa ed efficace nel rispetto del principio “chi inquina paga”.
Chi riguarda
A quali categorie di individui si riferisce?
Il problema sul quale intende agire la proposta di Yezers riguarda tutti i cittadini italiani e tutti i settori dell’economia, poiché coinvolge la tassazione applicata ai combustibili fossili, che sono alla base di qualunque processo produttivo nell’economia di oggi.
Implicazioni
Quali sono le implicazioni di questo problema sul target?
Dal report “Chi inquina, paga”, elaborato dal Senato, si evince come le famiglie italiane paghino tramite imposte ambientali il 70% in più dei costi esterni generati, mentre le imprese il 26% in meno, con ampie differenze tra i vari settori. I trasporti marittimi ed aerei, ad esempio, pagano meno del 10% dei costi ambientali che generano. I produttori di energia elettrica solo il 16%. Questo rende la tassazione energetica ed ambientale italiana inadeguata nel penalizzare le emissioni inquinanti in quanto tali e di conseguenza nel promuovere cambiamenti tecnologici o nelle abitudini di consumo.
Estero
Questo problema è presente all’estero? Se sì, come è stato affrontato e con quali conseguenze?
Il problema di far pagare in modo efficace le esternalità ambientali e in particolare le emissioni di gas serra, è di vitale importanza a livello globale. In Europa, e anche in Italia, vige il meccanismo ETS (Emission Trading Sistem), una sorta di mercato della CO2 attualmente limitato solo ad alcuni settori industriali, il cui prezzo si è però dimostrato finora troppo basso e inefficace nel penalizzare le fonti di energia inquinanti. Altri Paesi, tra i quali la Svezia (fin dagli anni ’90), la Francia, l’Irlanda e il Portogallo, hanno dunque introdotto una tassa apposita, detta Carbon Tax. I risultati hanno mostrato una diminuzione delle emissioni inquinanti e pochi, o nulli, impatti sulla crescita economica.
Soluzione
Quali sono le implicazioni della soluzione identificata?
Alla luce dello studio dei casi esteri e della fiscalità energetica vigente in Italia, la proposta scelta si compone di due pilastri:
  1. introduzione di una carbon tax nei settori non coperti da ETS, a parziale sostituzione delle esistenti accise
  2. introduzione di un price floor nei settori coperti da ETS
La Carbon Tax dovrà essere raccolta upstream, cioè attraverso i rivenditori all’ingrosso dei carburanti, in modo da minimizzare i costi di monitoraggio e riscossione. Dato un valore iniziale (ad esempio 15 €/ton CO2e), la tassa dovrà crescere nel tempo secondo un percorso stabilito in anticipo per fornire un segnale agli investimenti. Il gettito dovrà essere interamente reinvestito in sgravi fiscali per cittadini e imprese (supporto alle famiglie a basso reddito, riduzione delle tasse sul lavoro, e incentivi alla green economy). Gli obiettivi che tale riforma vuole raggiungere sono molteplici:
  • Diminuzione delle emissioni di gas serra in linea con gli obbiettivi dell’accordo di Parigi
  • Diminuzione collaterale delle emissioni inquinanti e riduzione dei costi sanitari
  • Diffusione più rapida delle tecnologie a basse o nulle emissioni
  • Segnale di medio-lungo termine per gli investimenti. Disinvestimento dal settore delle energie fossili
  • Riduzione di altre tasse distorsive attualmente presenti (accise, tasse sul lavoro) anche grazie alle forme di reinvestimento del gettito
  • Aumento della consapevolezza dei consumatori e delle aziende sui temi ambientali
Riteniamo che la Carbon Tax sia lo strumento ideale per raggiungere tali obiettivi in modo equo, semplice ed efficacie realizzando il principio “chi inquina paga”. Consapevoli di alcuni rischi economici introdotti dalla tassa (quali il Carbon Leakage), la nostra proposta contiene anche una serie di misure preventive e correttive atte a limitare tali potenziali impatti negativi.
I prossimi passi
Quali sono i possibili sviluppi futuri di questa proposta?
Questa proposta dovrà essere seguita da studi tecnici più approfonditi, come ad esempio una simulazione del modello economico italiano e degli impatti della Carbon Tax + Price Floor sui diversi settori nonché una simulazione del gettito da fiscalità ambientale a seguito delle diverse modifiche alla fiscalità qui proposte. Lo scopo è quello di presentare la proposta alle istituzioni politiche competenti in materia. Si ritiene anche opportuno e fondamentale discutere dell’estensione di un tale provvedimento a livello europeo. Noi crediamo fortemente che si possa raggiungere un modello più sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale e che le politiche fiscali, energetiche o di qualunque altro tipo debbano puntare alla costruzione di questo nuovo paradigma.
Team
Approved
Simone Prato
Approved
Giulia Realmonte
Approved
Andrea Romano
Approved
Francesco Sala
Approved
Lorenzo Sala
Approved
Chiara Vigone
Approved
Alberto Zambon
Dossier
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