Evoluzione fiscale

Premessa
Qual è il problema che si cerca di risolvere?
In Italia il tema del fisco e della tassazione è tanto delicato quanto di cruciale importanza. Il problema che questa proposta si propone di affrontare si esemplifica bene in due numeri. Il primo è 42,9%, e rappresenta il livello di tassazione generale in rapporto al PIL del Paese. Questo dato, fornito dall’OCSE (2017), pone l’Italia in sesta posizione su 35 Stati per livello di pressione fiscale, superata da alcuni Paesi del nord Europa, dove però le imposte elevate fanno riscontro a servizi pubblici molto più efficienti. Il secondo numero è 26%, e rappresenta il gap IVA, ovvero la differenza tra l’ammontare potenziale dell’imposta e il gettito effettivamente riscosso. In altre parole è una rappresentazione dell’evasione fiscale per l’imposta sui consumi e dà in generale un’idea sul livello di non compliance in Italia. I dati, forniti dalla Commissione Europea (2017), mettono stavolta il nostro Paese in quinta posizione per livello di evasione, preceduti soltanto da Slovacchia, Romania, Grecia e Lituania. La nostra sfida è anche diretta a migliorare proprio la condizione dei più poveri, in modo tale che essi possano essere reintegrati nel circuito economico dal quale sono emarginati a causa della loro situazione finanziaria precaria. La formulazione di una proposta che consenta a tutti di ricevere un rimborso monetario periodico sulla base delle spese sostenute ha pertanto quale ambizioso obiettivo quello di impattare in modo ancor più forte sulle fasce di popolazioni impoverite dalla crisi, così da consentire a queste di disporre alla fine del mese di un quantitativo di liquidità sufficiente a garantirsi la possibilità di acquisire i beni fondamentali per una vita dignitosa e di partecipare attivamente al circuito economico, contribuendo ad innescare quel circolo virtuoso di spesa che fa avanzare l’economia di un paese.
Chi riguarda
A quali categorie di individui si riferisce?
Questa proposta riguarda tutti i cittadini italiani che beneficeranno di una riduzione delle imposte sui consumi, ma in special modo alle imprese che, grazie ad un alleggerimento del carico fiscale potranno destinare maggiori fondi agli investimenti. Infine, alla comunità e allo Stato nel suo insieme, dal momento che una delle conseguenze attese di questa proposta è una diminuzione dell’evasione fiscale e un aumento dei consumi.
Implicazioni
Quali sono le implicazioni di questo problema sul target?
L’evasione dell’imposta sul valore aggiunto ha effettivi negativi, sottraendo risorse all'attività dello Stato. Il beneficio che il singolo contribuente trae dall'evasione è solo effimero: trattenendo oggi le mie risorse rendo allo Stato più difficile fornire quei servizi essenziali di cui necessiterò in futuro in una forma evoluta ed efficace, contribuendo anzi ad aumentare l’inefficienza dell’apparato burocratico ed in particolar modo delle politiche assistenziali e di welfare. Allo stesso tempo, si registra un ulteriore incremento impositivo, generando un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Parlando di numeri, l’Italia è uno dei Paesi europei con l’evasione IVA maggiore, pari al 26% nel 2015. Secondo la “Relazione sull’Economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, allegata alla nota di aggiornamento del DEF, il gap IVA nel 2015 è pari a 34,7 miliardi di €, che espresso in termini percentuali di PIL è il 2,1%.
Estero
Questo problema è presente all’estero? Se sì, come è stato affrontato e con quali conseguenze?
Sia dal punto di vista dell’eccessiva pressione fiscale che da quello dell’evasione l’Italia si classifica tra i peggiori. Tuttavia, questi problemi, seppur in misura diversa, sono presenti in quasi tutti i Paesi industrializzati. Le soluzioni adottate sono varie tanto quanto lo sono le situazioni dei singoli Stati, tuttavia due metodi ricorrono più spesso: il meccanismo dell’inversione contabile e l’abbinamento della lotteria alle ricevute fiscali. Il primo consiste nell'imporre al destinatario di una fornitura di beni o servizi, se soggetto passivo, l’assolvimento dell’IVA in luogo del fornitore. È una soluzione adottata per esempio da Austria, Germania, Repubblica Ceca e dalla stessa Italia, su alcuni beni specifici. Il secondo consiste nella possibilità di convertire le ricevute in biglietti della lotteria, puntando sulla leva psicologica connessa al gioco per spingere i contribuenti a pretendere la fattura. È un meccanismo utilizzato per esempio in Slovacchia e Grecia.
Soluzione
Quali sono le implicazioni della soluzione identificata?
La proposta in esame ha il triplice obiettivo di contrastare l’evasione fiscale, di fornire un sostegno economico ai contribuenti e di aumentare il giro di affari per le piccole e medie imprese. La nostra soluzione consiste in un rimborso o detrazione, a favore dei contribuenti individuati, di una parte dell’IVA pagata nel momento in cui procedono ad un acquisto di un bene o di un servizio. Per “contribuenti individuati” il riferimento è ai nuclei familiari, dei quali conosciamo la propensione ai consumi, intendendo assoggettare a rimborso l’IVA le loro spese. In concreto se il soggetto acquista beni rientranti nelle categorie previste, ad esempio, una spesa mensile di 1.000 Euro, corrispondendo un’imposta sul valore aggiunto di 220 Euro. Fissando un’aliquota di rimborso del 45% dell’IVA pagata, riceverebbe, secondo le modalità stabilite, un importo di circa 100 Euro, pari ad uno sconto del 10% sul costo del bene. Tuttavia, affinché un tale sistema possa assicurare risultati positivi occorrono due condizioni:
  • Importo rimborsato ritenuto sufficiente dal contribuente per poter far “emergere” la tassazione sull'operazione di acquisto effettuata (rilascio del documento fiscale);
  • Elemento psicologico di condivisione dell’effetto positivo del contrasto all'evasione, che influisce sul punto precedente, riducendone l’ammontare;
  • Modalità di tracciamento delle spese effettivamente sostenute.
In relazione all'ultimo punto, una possibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi, già diffusa sul territorio e configurabile per la necessità esposta. In definitiva, con questo meccanismo è allora possibile raggiungere tre obiettivi:
  • Sostenere il reddito dei contribuenti;
  • Porre in essere un meccanismo di contrasto all'evasione, basato su incentivi;
  • Iniziare la digitalizzazione del sistema fiscale.
Tuttavia, ulteriori analisi saranno necessarie al momento dell’applicazione della proposta. Essenzialmente si dovrà individuare le categorie di spese e la esatta aliquota di rimborso in base al contesto economico. In questa direzione sono suggerite:
  • Una survey con un case-study su piccola scala, per verificare effettivamente l’impatto di varie aliquote del rimborso sui consumi e sulla riduzione dell’evasione;
  • Dati prodotti da enti di statistica nazionali o altri enti privati con focus di ricerca nazionale su i precisi consumi dei cittadini.
Team
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Giulio Zorzi
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Daniela Arlia
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Andrea Baroncini
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Stefano Moawad
Dossier
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